130
Non festeggio il numero. Festeggio le persone.
Due mesi fa ho aperto una pagina bianca.
Non sapevo quante persone avrebbero letto. Non sapevo se avessi qualcosa di abbastanza interessante da dire ogni venerdì. Non sapevo se sarei riuscito a essere costante — con un bambino di due anni, una neonata in arrivo, un lavoro nel digitale che non aspetta.
Ho scritto lo stesso. Ogni settimana, senza saltarne una.
Oggi siete in 130. E questa settimana ITS Journal ha pubblicato il mio terzo articolo.
Quello che non si vede negli occhi di mia madre
Quello che è successo
Ho scritto di mio nonno Giovanni che cantava sotto le stelle in campagna. Di Niccolò che raccoglieva sabbia al mare come se ogni granello valesse qualcosa. Di Valentina che ha comprato una torta alle fragole per un cassetto aggiustato. Di mio padre Massimo che teneva i libri con una gentilezza precisa. Di Bianca, nata il 29 maggio, che si chiama come questa newsletter senza che lo sapessi ancora.
Storie piccole. Nessuna strategia. Nessun framework.
Eppure qualcuno mi ha scritto di notte per dirmi che una frase lo aveva tenuto sveglio. Qualcuno ha condiviso una lettera con suo padre. Qualcuno ha smesso di leggere newsletter anni fa e ha ricominciato con questa.
Non è un numero. Sono 130 persone che ogni settimana scelgono di aprire una mia lettera.
Se vuoi leggerli, li trovi qui:
→ Chi resta —
→ La rincorsa
→ Quello che non si vede negli occhi di mia madre
Grazie
Non ho mai ringraziato abbastanza chi legge questa newsletter.
Non i numeri — le persone. Chi ha commentato alle 23 per dire che una frase lo aveva fermato. Chi ha mandato la lettera a suo padre. Chi si è iscritto dopo aver letto un commento che avevo lasciato su un altro profilo e ha scritto: “sei tu quello della nota sul mare?”
Ogni settimana scrivo sapendo che voi ci siete. E questo cambia tutto — la qualità dell’attenzione, la cura per le parole, la voglia di non smettere.
Se questa newsletter ti ha dato qualcosa — una frase, un pensiero, anche solo un momento di pausa — la cosa più bella che puoi fare è condividerla con una persona sola. Quella che pensi ne abbia più bisogno.
Non per farmi crescere. Per farla arrivare a chi ne ha bisogno.
Riccardo



L'importante è scrivere. Aiuta te stesso e aiuta gli altri. Ti leggo con piacere, continua così.
Grazie, quello che hai scritto è per me uno spunto. Mi piacciono le storie piccole, sia leggerle che scriverle